Paradiso

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Salita thumbtrentapassi thumbRieccoci a Marone (Bs), sul lago d'Iseo... viaggio tranquillo con tre amici e nessun intoppo. Anche quest'anno la trentapassi sarà la prima gara della quarta edizione del circuito "La sportiva Mountain Running Cup". Nonostante abbia piovuto anche la sera precedente (e forse anche la notte), il tempo è bello e fa presagire una gara asciutta. Decido di correre con le C-Lite 2.0, le Bushido le avevo portare in caso di pioggia. Andiamo a ritirare i pettorali e i pacchi gara e facciamo un giretto nel parco dove c'è l'arrivo. Incontriamo tanti amici e tanti atleti fortissimi! Ci regalano qualche integratore della NamedSport e Paolo compra le calze della compressport (che indosserà subito e gli faranno venire le vesciche!). Finito il giretto turistico per gli stand, decidiamo di andare a prepararci e lasciamo i nostri effetti al deposito borse. Giriamo ancora un po e chiacchieriamo con gli amici fino a quando non mancano circa 50 minuti alla partenza, quindi iniziamo il riscaldamento. Corriamo sul lungolago, ripercorrendo il primo tratto di gara. Al ritorno risaliamo verso l'ultimo tratto che dovremo affrontare prima del traguardo. E' scivolosissimo, non si riesce a salire ne a scendere. Speriamo che prima del nostro passaggio si asciughi per bene. Veniamo richiamati all'ordine dagli organizzatori che ci invitano a fare la spunta dei pettorali, quindi ci dirigiamo verso la partenza. Una volta entrato in griglia, usciamo di nuovo per continuare il riscaldamento. Quando mancano una decina di minuti alla partenza rientriamo in griglia e aspettiamo il via. Siamo davvero in tanti e so che nei primi due chilometri di asfalto (in piano) dovrò cercare di lasciare dietro il maggior numero di concorrenti per evitare di restare imbottigliato all'inizio della salita. L'anno scorso ero partito forte, a circa 4'15" al chilometro... Mentre penso a come organizzare la gara arriva il VIA!

Pettorale thumbArcoArrivo thumbSono in posizione non troppo arretrata ma prima di poter iniziare a correre passa comunque qualche secondo. Poi si corricchia e, appena usciti dalla curva, si comincia a fare sul serio. Spingo forte e cerco di mantenere fede alla mia strategia. Il riscaldamento è andato bene, per cui non sono affaticato anche se il respiro è affannoso... non mi sembra di andare fortissimo, ma più di così non mi sento di fare. Scoprirò poi che il primo chilometro l'ho corso a 3'54" (3'48" in movimento) ed il secondo a 3?42", non male, direi... Quando inizia la salita cerco di non forzare troppo e di prendere il mio ritmo. Vengo passato da un paio di atleti e, quando inizia il sentiero, siamo in coda ad un ritmo che per me è perfetto. Mi consente di riprendere fiato e di non sforzare troppo. Il terreno è bagnatissimo, ma il sentiero non è scivoloso. Il sole scalda ed il tasso di umidità è altissimo. Sudo parecchio e non vedo l'ora di arrivare al primo ristoro. Prendo due bicchieri di acqua ma, come sempre, la metà finisce per terra visto che non mi fermo e continuo a correre... Dove il sentiero si fa più ripido c'è chi supera creando però non poco fastidio. Il fatto è che per poterli fare rientrare si deve rallentare un pochino e, a volte, addirittura fermarsi. D'altra parte siamo in gara e ognuno fa quello che può per avanzare il più possibile in classifica. A volte supero anche io, dove il percorso lo consente senza creare impedimenti agli altri corridori... Partenza thumbLe sensazioni sono buone, sento i muscoli duri ma penso sia normale visto lo sforzo iniziale e la fatica che sto facendo adesso. Dove spiana corro e cerco di sciogliere i muscoli, dove è ripido stringo i denti e spingo per non perdere il contatto con quelli davanti a me. Quando vedo che chi mi precede lascia andare il gruppo, supero e mi accodo a quelli davanti. Così fino a dove non inizia la parte più impegnativa, quella dove bisogna aiutarsi anche con le mani e con le corde fisse. PaoloEdIo thumbQui è tutto più complicato perché c'è chi ha paura e va piano, chi proprio non riesce e quindi si rallenta parecchio. Superare è pressoché impossibile, ma qualcuno ci prova lo stesso creando non pochi disagi. In alcuni punti dove la roccia è facile e c'è spazio mi avventuro anche io in qualche sorpasso e, ovviamente, creo anche io casini... oooppssss.... Arriviamo al punto in cui spiana per qualche decina di metri e, subito dopo, inizia il tratto finale. E' già da un po che si vede l'arco RedBull della cima e si sente il tifo da stadio.... Stringo i denti con la certezza che manca davvero poco alla cima. Arrivato agli ultimi 30 metri di prato praticamente verticale, vedo atleti in difficoltà che scivolano e non riescono a salire. Un po per l'adrenalina, un po per il tifo, un po perché non vedo l'ora di iniziare la discesa, mi lancio in una salita a quattro zampe a tutta e supero tre concorrenti proprio prima di tagliare il traguardo della vertical. Prendo qualche cosa da bere e giù a capofitto nella discesa! I muscoli sono duri ma piano piano incominciano a smollarsi e a riprendere tonicità. Dentro di me penso al mio passaggio in cima e spero di essere entrato nei primi 100 (la classifica, invece, dirà che sono transitato in 115esima posizione in 1h09'49" a 20' dal primo). Smetto di pensare alla cima e comincio a concentrarmi sul fatto che mancano ancora 12 chilometri. I metri in discesa passano veloce ma molti concorrenti iniziano a superarmi. So che non è il mio terreno preferito, ma cerco di mollare i freni il più possibile per contenere la perdita di posizioni. Fa davvero molto caldo, la birra bevuta la sera prima con i compagni di liceo (non ci vedevamo da vent'anni e non potevo certo mancare!!) ed il fatto di aver dormito davvero poco cominciano a presentare il conto. Ho sudato moltissimo e comincio ad avere i primi sintomi di crampi. Discesa thumbSiamo al 12esimo chilometro e ne mancano ancora 5!!! Ormai ho esperienza e so come gestire questo problema. Arrivo thumbCerco di tirare i remi in barca e di non strafare. Il percorso è movimentato, non è solo discesa e questa cosa, paradossalmente, va meglio perché mi consente di usare muscoli diversi. Verso il 15esimo chilometro, però, la situazione peggiora. Vengo superato costantemente ma, per fortuna, da singoli corridori e mai da gruppi. Mancano un paio di chilometri ma i bicipiti femorali si bloccano. Prima uno (ed io continuo senza pensare al male) e poi anche l'altro. Dapprima cerco di allungare per farli passare; quando vedo che peggiorano rallento e sono costretto a fermarmi per tirarli. Provo a ripartire ma non riesco, li tiro ancora un po e poi riparto comunque, anche se i muscoli sono ancora contratti. Piano piano riesco a proseguire ma iniziano a tirare anche i polpacci. Comincia ad andare in TILT. Manca poco più di un chilometro e vengo raggiunto da Paolo (passato in vetta 4' dopo di me), mi saluta e allunga. Cerco di stargli dietro ma le contrazioni sono troppo forti e dolorose, ad un chilometro dalla fine lo lascio andare e poco dopo devo fermarmi ancora a tirare i crampi. Riparto e mi passa anche Enrico, un altro amico. Stringo i denti e cerco di arrivare fino al traguardo. Zoppico e vengo passato da altri atleti. Riesco a superare un paio di concorrenti in crisi più di me e, come se avessi le gambe steccate, passo il traguardo. Chiuderò in 2h20''3" in 142esima posizione assoluta e 46esimo di categoria. Considerato il livello degli altri atleti non posso lamentarmi!!! Mi dispiace che solo nell'ultimo chilometro ho perso la bellezza di 18 posizioni (Paolo, infatti ha chiuso in 124esima posizione).

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